I criteri di valutazione


Ho più volte provato a fare uno schema per capire su che base assegno i voti ai libri e, ogni volta, ho dovuto ammettere a me stesso che non riesco a schematizzare i miei criteri.


Resto dell'idea che più del voto sia importante la recensione, che vi invito sempre a leggere e che ho volutamente mantenuto molto breve, nonostante di alcuni libri ci sia da parlarne per ore. E mi scuso in anticipo se qualche volta ho dato qualche anticipazione di troppo.


Fondamentalmente direi che guardo lo stile di scrittura, l'idea, il ritmo e la lunghezza del libro. Ma non solo.


Un libro che mi piace fa alla mia psiche ciò che farebbe un bel vestito al mio corpo: mi fa sentire bene. Ci vuole un buon sarto, una buona stoffa, un modello bello e soprattutto adatto a me. Molto difficile per un vestito, figuriamoci per un libro. Chiedete a un sarto. O a uno scrittore.


Però è pur vero che anche il migliore dei sarti, se fra le mani si trova una pessima stoffa, non può tirare fuori un vestito bello e di qualità. Al tempo stesso, la stoffa migliore del mondo messa nelle mani di un sarto pessimo viene solo mal impiegata. E se abbiamo una buona stoffa e un buon sarto ma il modello è orrendo, verrà comunque orribile.


É chiaro, quindi, che lo stile di scrittura è fondamentale per la riuscita di un libro che mi piaccia. É altrettanto chiaro, però, che anche l'idea mi deve interessare. Non va sottovalutato che il ritmo deve essere abbastanza alto da non annoiarmi, ma non così alto da rendermi difficile conoscere l'esatta situazione in qualunque momento. Altro criterio importante è senza dubbio la durata del libro. Preferisco sempre un brodo un po' asciutto ad uno troppo annacquato: se l'idea è tale da trovare la sua completa realizzazione in un racconto, detesto dover leggere mattoni interminabili tirati fuori solo per incrementare gli incassi. Puoi raccontarmi un anno della tua vita senza chiedermi un mese della mia per leggerlo, puoi parlarmi del tuo argomento preferito senza farmi sentire ignorante, puoi affrontare temi delicati come la politica senza necessariamente etichettare in malo modo chi non la pensa come te, puoi parlare di qualunque cosa senza per forza creare aforismi o copiare opere di successo: nessuno dice che è facile, ma se non vuoi faticare che senso ha provare?


Infine, una cosa che influenza molto le mie valutazioni è il livello di coinvolgimento che il libro riesce a trasmettermi: ci sono libri minuscoli che ci sto una vita a finirli, portando avanti la lettura quasi come un sacrificio, e ci sono libri interminabili che riescono a coinvolgermi così tanto da stare sveglio la notte per sapere come andrà a finire. Questa, probabilmente, è la cosa che per me importa di più.


Se sei uno scrittore in cerca di fortuna, puoi inviarmi il tuo lavoro, per me sarebbe un enorme piacere inserirlo su Scaffali Virtuali, ma devi valutare il rischio: se il libro mi piace non esito a celebrarlo ma, allo stesso modo, se il libro non mi piace non esito a stroncarlo. Il consiglio è quello di vedere quali libri hanno ottenuto da me voti alti e poi valutare bene se è il caso di inviarmelo.